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Dal villaggio pagus Varianus alla nascita del Comune

In antico Vaiano era un modesto villaggio (pagus Varianus), già noto in epoca romana, presso il guado sul fiume Bisenzio dove in seguito nacque la Badia di Vaiano, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti in questo sito.
Qui si fermarono i Longobardi che lasciarono traccia di sé nelle sepolture rinvenute sotto la chiesa di S.Salvatore (VII-VIII sec. D.C.). Per molti secoli Vaiano è stato soprattutto l’ abbazia e i suoi possedimenti, a controllare e manutenere il fiume, spesso responsabile di rovinose piene, e la strada maestra della vallata, in questo lembo settentrionale del Comune di Prato, nel basso medioevo terra di confino per i ghibellini.
L’antico borgo di Vaiano, racchiuso tra due porte e attraversato dal fosso di Trescellere, fu popolato nel tempo da artigiani: non mancava un mulino idraulico che fu di proprietà della Badia, che attiguo al monastero aveva anche un frantoio per la frangitura delle olive. 
Nell’agosto 1849, quando non c’erano più i frati, perché il monastero era stato soppresso dal governo napoleonico nel 1808, Giuseppe Garibaldi, in fuga dalla Romagna, accompagnato dai patrioti locali verso Prato, si fermò a Vaiano dai pastai Bardazzi, dove prese un caffè e fumò un sigaro.
Attorno al borgo orti e poderi sparsi e della vicina fattoria del Mulinaccio, fino a trent’anni dopo, quando sulla sinistra del fiume, a settentrione della Badia, fu costruita la prima grande fabbrica tessile, seguita da altri due stabilimenti sulla riva opposta, accanto a preesistenti mulini idraulici. Comincia così la storia industriale di Vaiano che si è sviluppata in più di un secolo, vedendo crescere negli anni Cinquanta grandi complessi ed una miriade di stanzoni artigiani, che hanno segnato anche la toponomastica del paese.
La costruzione della ferrovia Direttissima, culminata con l’inaugurazione nel 1934 della stazione di Vaiano, cambiò i connotati dell’insediamento urbano, con la strada che dalla Badia scende al fiume e attraversa quelli che un tempo erano campi coltivati del podere di Casino.
Con la nascita del Comune di Vaiano, nasce l’attuale circonvallazione, che poggia sul Ponte Nuovo, accanto a quello antico a groppa d’asino, distrutto dai Tedeschi in ritirata nel 1944, e sul Ponte della Pace, che immette alla Rotonda dei Salici, cosiddetta per la sua caratteristica di arredo urbano in archeologia vegetale.

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