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Rigenerazione del villaggio-fabbrica Forti e della Briglia

Il Comune di Vaiano domani presenta un piano da 15 milioni di euro. Bosi: “Urban center, servizi, riqualificazione generale e residenze”

La famiglia Forti a Viareggio

“Si tratta di una sfida su cui ci impegneremo con tutte le nostre forze e che si fonda su un progetto concreto e assolutamente realizzabile: il recupero della fabbrica Forti e la riqualificazione dell’intera area industriale che coinvolgerà tutto l’abitato della Briglia”. ll sindaco Primo Bosi è pronto a giocare l’importante partita del

Piano di rigenerazione dell’area ex Forti e annuncia che domani il coraggioso progetto, con interventi complessivi per 15 milioni di euro, sarà presentato ufficialmente e candidato al finanziamento del Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare (Pinqua) promosso dal ministero delle Infrastrutture con i ministeri dell'Economia e della Cultura.

Il piano promosso e messo a punto dal Comune di Vaiano, con il coinvolgimento di Edilizia Pubblica Pratese nel ruolo di soggetto attuatore, è molto articolato. Il suo cuore è il complesso architettonico del villaggio-fabbrica Forti, modello industriale originalissimo realizzato nella seconda metà del XIX secolo, che diventerà un Urban center con servizi destinati agli abitanti della Briglia e dell’intera Vallata.  È prevista contestualmente la demolizione di gran parte dei capannoni industriali dismessi, la riqualificazione del lungo fiume e - soprattutto - la creazione di un quartiere residenziale dove verranno realizzati 80 appartamenti, la metà dei quali destinati a potenziare la disponibilità pubblica di alloggi a canone sociale.

Si profila una nuova vita per la fabbrica storica. Verrà recuperato il nucleo storico della fabbrica attorno alla monumentale ciminiera, messa recentemente in sicurezza. Sono previste demolizioni mirate per eliminare le superfetazioni. L’obiettivo è ritrovare l’identità originale dell’edificio attraverso l’utilizzo di soluzioni tecnologiche avanzate e non invasive.

Verranno creati spazi che si prestano a un utilizzo flessibile. Il progetto prevede la realizzazione di un auditorium di 900 metri quadrati; di spazi commerciali, direzionali e per servizi alla persona (440 mq); di spazi per l’associazionismo, la sanità, i servizi sociali e culturali (circa 900 mq).

Il piano nasce per rispondere anche alle diversificate esigenze abitative della Val di Bisenzio. È prevista la realizzazione di 40 alloggi di edilizia residenziale pubblica e di altri 40 di edilizia sociale destinati alla locazione o all’acquisto come prima casa. I nuovi insediamenti, che dimezzano le volumetrie esistenti in forza della demolizione di gran parte dei capannoni della ex fabbrica, si svilupperanno su un’area di 7 mila mq. Il primo sorgerà a monte, tra via dei Tintori, via 3 marzo e via Amendola, il secondo a valle al di sotto di via dei Tintori.

La Briglia ha una storia singolare legata esclusivamente alla funzione industriale. La Fondazione CDSE, che ha dedicato più ricerche al complesso della fabbrica Forti, custodisce un prezioso archivio di foto e di tesi universitarie. Il borgo nasce agli inizi del XVIII secolo intorno d un’importante cartiera, il cui proprietario Clemente Ricci era riuscito ad ottenere l’appalto per il Granducato di Toscana. Agli inizi dell’800 il sito si trasforma in fonderia di rame legata agli investimenti di un gruppo di imprenditori e fiorentini (Hall, Sloane e Coppi). Ma la massima popolarità e importanza dal punto di vista produttivo per La Briglia si ebbe però con l’arrivo in Val di Bisenzio dell’imprenditore ebreo Beniamino Forti che acquista la fabbrica nel 1882 in società con Luigi Cecconi.  Egli sfruttò le infrastrutture industriali e idrauliche esistenti per creare un grande lanificio a ciclo completo, che diverrà nel primo ‘900 la seconda fabbrica più grande del distretto pratese per numero di addetti e metri di tessuto prodotti. È in questa fase che l’abitato della Briglia subisce le più importanti trasformazioni sociali e urbanistiche, identificandosi, per volere della famiglia Forti, con un vero e proprio villaggio fabbrica di stile paternalistico manchesteriano.

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