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Vittime del Covid, da oggi a Vaiano c’è il giardino della memoria

Piante d’ulivo chi ha combattuto la pandemia. Bosi: “È l’abbraccio di tutta la comunità a chi non c’è più e alle famiglie”. Il vescovo: “Ferita inedita, la pandemia ci ha insegnato a essere prossimo”

Il giardino della memoria

Da oggi Vaiano ha il suo giardino della memoria per ricordare le vittime del Covid.  C’è stata una cerimonia semplice e piena di commozione – purtroppo senza cittadini - stamani con il sindaco Primo Bosi e con il vescovo Giovanni Nerbini nel giardino pubblico di via Berlinguer, dove sono stati piantanti dieci ulivi in ricordo di chi ha perso la battaglia contro il virus. Erano presenti anche il vicesindaco Marco Marchi, e gli assessori Fabiana Fioravanti e Giulio Bellini.  

“Il giardino  della memoria rappresenta l’abbraccio e la vicinanza  di tutta la comunità di Vaiano a chi ha sofferto a causa del virus, ha chi ha combattuto a lungo con sofferenza purtroppo lontano dagli affetto più cari, a chi è morto in solitudine, è segno  di affetto anche per le famiglie che portano il peso di tanto dolore - ha detto il sindaco Primo Bosi - il nostro vuol essere anche un gesto di speranza, gli ulivi piantati sono il simbolo di una vita che continua nel segno della pace e della solidarietà”.

Dunque quello che fino a qualche anno fa era il vecchio cimitero del paese e che adesso è un silenzioso parco si chiama da oggi Giardino della memoria. Il vescovo Giovanni Nerbini ha benedetto la targa in ferro che ricorda a tutti le vittime della pandemia e ha ricordato i mesi infiniti delle difficoltà, il protrarsi delle sofferenze ma anche i segni di speranza. “Quello che è accaduto ci ha aperto una ferita inedita, molti se ne sono andati in perfetta solitudine, ho incontrato e consolato persone che ancora soffrono per questo – ha detto il vescovo – Questa esperienza ci ha resi più umani e più sensibili. Mentre cerchiamo di tornare alla normalità non dobbiamo perdere il patrimonio che questa esperienza terribile ci ha insegnato: non dimenticare nessuno ed essere prossimo per chi ci sta accanto”.

Ricordo speciale anche per due ex parroci, don Mario Donadoni, e don Ezio Palombo di cui le comunità di Vaiano, per il primo di Fabio, per il secondo, conservano un ricordo pieno d’affetto.  

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